giovedì 28 ottobre 2010

Ricordiamo i primi articoli della costituzione

Art.1
 L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3
 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4
 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
 Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

Art. 6
 La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

sabato 23 ottobre 2010

Informazione


 Se il potere politico si divide in esecutivo, legislativo e giudiziario, il potere “reale” si può dividere in potere politico (di cui prima), potere economico e potere mediatico. In uno Stato veramente democratico non solo i tre poteri politici sono divisi, ma anche i tre poteri “reali” lo sono o, al massimo, un singolo individuo può aspirare a possederne due su tre.
In Italia, da qualche anno a questa parte, non esiste più una divisione dei poteri “reali”. Chi detiene il potere esecutivo e legislativo, sta tentando di soggiogare il potere giudiziario e, allo stesso tempo, già possiede il potere economico e il potere mediatico ( per quanto riguarda le TV, esercita il controllo quasi totale sulla RAI e possiede Mediaset; per quanto riguarda l’editoria, controlla, seppur indirettamente, alcune testate quali “Libero” e “Il giornale”).
La stampa, nel nostro Paese, è stata classificata semi-libera nel rapporto annuale Freedom House. Negli ultimi 6 anni è stata la quarta volta.
L’accentramento del potere mediatico è il motivo principale di questa pessima classificazione. Oltre ad essere uno smacco agli occhi del mondo intero, tutto ciò costituisce il rischio peggiore per quel che resta della nostra democrazia. I mass media sono il mezzo attraverso il quale i cittadini ricevono le informazioni grazie alle quali possono giudicare l’operato di chi governa, esprimendo la propria opinione votando. Se l’informazione è corrotta, anche le opinioni sono corrotte. E le elezioni fasulle, poiché basate su informazioni false. Ecco perché la stampa e la televisione sono state definite rispettivamente “quarto” e “quinto” potere.
Ma un ulteriore potere è stato creato, da qualche anno questa parte. La Rete. Internet. L’unico mezzo d’informazione completamente libero, dove si sceglie e non si è costretti ad ascoltare solo alcune verità. E’ questo il mezzo del futuro.
Ed è grazie ad Internet che alcuni ragazzi hanno avuto la possibilità di decriptare le notizie che giungono da più parti, raccoglierle e poterle far circolare nel nome del diritto all’essere informati.
Il problema è questo: il regime “sommerso” che ci sovrasta, molto presto potrebbe diventare un regime “ufficiale”.
La Costituzione ha impedito che ciò accadesse finora, ma il tempo è scaduto: le prossime elezioni sono l’ultima possibilità, poi si andrà allo show down. Grazie al “Porcellum”, sistema elettorale balordo che impedisce ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti, se le prossime elezioni finiranno con lo stesso risultato della precedente, chi verrà eletto avrà il potere di mettere mano alla Costituzione, modificandola a suo piacimento. Ed allora non ci sarà più niente da fare.
E’ ora il momento di agire. Nell’unico modo possibile: informandosi. Conoscere la verità. Non quella che ci viene fatta passare per tale, ma quella assoluta. E noi vogliamo contribuire a fare questo. Il nostro obiettivo è quello di informare i cittadini su cosa accade in questo Paese, per poter fornire gli elementi utili per giudicare l’operato di chi governa, al momento opportuno, cioè le prossime elezioni, che siano a marzo del 2011 o che siano nel 2013.
E lo faremo a modo nostro, con lo spirito di chi tiene al proprio futuro e con la consapevolezza di non essere giornalisti, ma semplici cittadini.
Cercheremo di raggiungere più persone possibili. Saremo operativi nel giro di circa una decina di giorni. Per adesso, vi chiediamo di iscrivervi alla nostra newsletter e di fare passaparola. E’ l’unico modo che abbiamo per poter raggiungere abbastanza persone da poter dare un contributo significativo alla democrazia. O a quel che resta di essa, come detto in precedenza.

Gustavo Marigliano.