domenica 30 gennaio 2011

Un paese allo sfascio

Da questa settimana cambiamo nuovamente formato. Abbandoniamo il pdf e ci affidiamo solamente ai blog. Ogni 1-2 giorni aggiorneremo il blog con i pezzi scritti da noi. Attendiamo commenti e suggerimenti.

Mai così in basso dal dopoguerra.

Gli avvenimenti di queste settimane sono agghiaccianti. Sono anni che il mondo ci ride dietro, da qualche tempo ci stanno considerando sempre meno e, da qualche settimana, si stanno preoccupando per noi.

Nella nostra storia non siamo mai stati un modello in positivo, ma nemmeno un modello in negativo. E' triste osservare ormai cosa si pensa in Tahilandia di noi.

La dissoluzione di ogni benchè minima parvenza di sobrietà, di onestà, di qualsiasi valore positivo in generale, è evidente. E, mai come in questo periodo, chi è al potere riesce ad essere peggiore di chi il potere glielo ha "prestato".

Questo non vuole essere l'ennesimo pezzo sulla moralità del nostro premier, non ce n'è bisogno. Ormai è chiaro a tutti, anche a chi lo ha sempre votato, a chi continuerà a votarlo, a chi gli lecca il culo e a chi trae benefici dalla sua politica. Qualunque persona intelligente almeno quanto un ornitorinco sa quanto vale come persona, come uomo. Ma a me, personalmente, non frega nulla, Questi sono problemi suoi e della sua coscienza. Perchè sono convinto che, al di là di tutto, del fatto che sfugge ai magistrati, che si sia arricchito, che mantenga la sua ricchezza col suo potere e che si diverta in quel modo, alla fin fine, si deve pur infilare sotto le coperte. Ed allora, negli istanti immediatamente precedenti al sonno, prima di cadere tra le braccia di morfeo, sono sicuro che fa i conti con la realtà. La vera realtà. Non quella edulcorata presente nelle sue memorie difensive e quella completamente inventata raccontata in tv dai suoi servi. I ricatti di quelli che credeva buoni amici (oltre che direttore del Tg4...), la considerazione che le ragazze che sovvenzionava avevano di lui, il pensiero dei figli che, checchè ne dicano, sono coscienti della condizione in cui si ritrova il loro padre. Ed alla sua coscienza, purtroppo per lui, non può sfuggire. Non c'è legittimo impedimento che tenga.

Ma, dicevo, non è la sua moralità il vero problema. Il vero problema è quello che ha combinato alla società, la traccia del suo cammino. L'inizio della dissoluzione della società in ogni sua più piccola fibra.

Sia chiaro, Berlusconi non è nè il primo, nè sarà l'ultimo dei politici (anche se non credo lo si possa definire tale) disonesti e amorali. Ma, di gran lunga, è quello che ha influenzato di più la storia del nostro paese. A partire dalla sua discesa in campo, preceduta dalla sua scalata al potere economico, culminata con l'asta al ribasso della qualità dei programmi televisivi propinati dalle sue tv.

Ha iniziato coi comunisti. Sono stati e, sono ancora, il suo bersaglio preferito. Nonostante ci sia gente come D'Alema, che credo sia difficile definire comunista. Però lo fa. Negando l'evidenza. Poi è stata la volta dei giudici. Anche loro comunisti. Tacciati di voler sovvertire il voto popolare. Ha fatto rimbalzare talmente tanto questo concetto che ormai sembrerebbe assurdo affermare che i giudici sono espressione di uno dei poteri dello Stato, quindi sullo stesso piano dei politici. Indipendenti da loro. E poi c'è stato l'attacco al sistema informativo. Non gli è bastato comprare almeno un'unità per ogni mass media esistente. Ha deciso di voler controllare il pubblico, come la Rai. Con il risultato che oltre Santoro, Floris e Lerner in tv non si può che assistere a programmi controllati da lui. Che comunque prova a sabotare, tramite i suoi servi, tramite i vari Masi e Minzolini, anche loro servi ma pagati da noi cittadini.

Il paese è allo sfascio. Quando il capo del governo attacca i giudici e il presidente della camera. Quando i giudici si affidano al presidente della camera per poter giudicare il presidente del consiglio. Quando i membri del parlamento impediscono ai giudici di giudicare il presidente del consiglio, che intanto però cerca di sabotare in tutti i modi sia le indagini, sia il tentativo da quei pochi giornalisti ancora liberi che diffondono le notizie in maniera seria e oggettiva. Quando ogni voce dissonante da quella sacra del governo viene infangata in maniera sleale e meschina. E quando, alla fine, il 40% del popolo si dichiara ancora indeciso riguardo al voto che potrebbe essere anche imminente. Quando tutte queste cose avvengono, è allora che si può tranquillamente affermare che il paese sta andando a rotoli. Sul fuoco di una crisi economica mai sopita e con la classe politica che anzichè cercare di procurarsi un estintore continua a controllare che non si bruci tutto.

Questa settimana è successo di tutto. Frattini, Ministro degli Esteri, praticamente mai presente in aula dal suo insediamento, si è trovato a rispondere durante un question time a proposito della casa di Montecarlo. La casa di Fini, di Tulliani, o forse no. Magari si. E, comunque, ma cosa diavolo significa? Che senso ha sapere di chi è quella casa? E va bene, ammettiamo che è di Tulliani. Saranno affaracci suoi? Invece no! Bisognava screditare l'avversario di turno. E allora fuoco su Fini, così cerchiamo di parlare d'altro.

C'è stata anche la mozione di sfiducia per Bondi. Le mitiche opposizioni, prima hanno chiesto di votarla, poi si sono fatti appioppare un giorno in cui molti esponenti dei loro partiti erano assenti. Con il risultato che Bondi è ancora lì, nonostante la sua insulsaggine. Tanto è col piffero che si dimette, Silvio docet.

Il Pd riesce ad essere sempre un passo avanti rispetto agli altri. Ovviamente verso il baratro. In una situazione del genere, con un premier così indebolito dalla sua così potente inettitudine, dovrebbe essere un gioco da ragazzi ottenere elezioni e vincerle. Ma loro no, loro sono sadici. Non c'è ancora un leader, non c'è ancora una coalizione, tra una settimana forse il programma. Ma che cosa stanno aspettando? Perchè non decidersi subito sul da farsi e cominciare in anticipo sta benedetta campagna elettorale? Bah. Sbaglia Bindi quando dice che la pochezza delle opposizioni non fa il gioco di Berlusconi. Quanti di voi si sono sentiti chiedere "ma oltre Berlusconi, cosa c'è?". Il vuoto per adesso. Ed è quello che vuole. E che sembra vogliano anche nel Pd.

Quale potrebbe essere una soluzione? E' questo quello che ci chiediamo tutti. Io credo che in realtà, almeno in teoria, non dvorebbe essere molto difficile. In primis, il Pd sceglie il candidato premier, la sua coalizione e comincia a martellare in tv e su ogni mass media per cominciare ad inculcare nella testa della gente che un'alternativa c'è. Poi ci sarebbe da vincere le elezioni, cosa molto facile una volta stabilito il da farsi con unità d'intenti. E poi chiudere la partita: sistemare una volta per tutte l'atavico problema del conflitto di interesse, costringere Berlusconi ad affrontare un processo che sia uno e poi governare decentemente questo paese. Non dico bene, badate. Mi accontento della decenza.

Gustavo Marigliano

domenica 23 gennaio 2011

Numero 9

Cari ragazzi,

questo è il 9° numero de "Il pensiero scomodo". Dato il putiferio mediatico scatenatosi questa settimana, non abbiamo potuto che incentrare questo numero sullo scandalo Ruby. Occhio anche all rubrica "Italia: l'origine dell'anomalia" e alla seconda parte di "I duri hanno due cuori". Di seguito il primo pezzo del Numero 9, "Il mondo gira intorno a te.":


Ci risiamo. Da che punto la si guardi, la faccenda è sempre la stessa. Il Paese va a puttane, l'economia va a puttane, il futuro va a puttane, l'unità nazionale va a puttane. E il capo del governo che fa? Si adegua.

E' da una settimana che si sta svolgendo un processo mediatico: da un lato i berluscones, con in testa il Cav in persona (lo strumento dei videomessaggi copiato da Osama Bin Laden è spettacolare), che cercano di negare la più nitida evidenza (tipo la Santanchè: "Ma chi lo dice che sono prostitute?"; certo, perchè una trentina di donne giovani, sexyssime e disinibite all'ennesima potenza e prone agli interessi del drago previo pagamento sono da considerarsi moralissime donzelle...) o di sabotare i programmi che descrivono precisamente la situazione (fate voi, Annozero o Kalispera?); dall'altro i "comunisti", categoria che racchiude chiunque abbia una testa pensante, sia conscio di cosa sia accaduto e di cosa stia accadendo, voglia riferire agli italiani la reale percezione dei fatti e che abbia, non tanto ma abbastanza, a cuore le sorti del paese. Ah dimenticavo: per essere precisi, devo menzionare anche i giudici che intendono processare Berlusconi, i poliziotti che hanno perquisito gli appartamenti di via Olgettina; e, vaffanculo, anche quelli del Pd, perchè se non lo avessi fatto probabilmente qualcuno avrebbe potuto credere che quelli del Pd non sono di sinistra. Meglio precisarlo, anche perchè più di chiedere 10 milioni di firme per cacciare Berlusconi non fanno. Ma ci torniamo dopo.

Intanto però i legali di Berlusconi fanno sapere che non risponderanno alla richiesta di presentarsi per l'interrogatorio. Berlusconi dice che non vede l'ora di affrontare i Pm per smontare le loro accuse. Poi ne ha la possibilità ma non lo fa. Si giustifica, dice che i giudici di Milano non sono sereni nei suoi confronti. Qualcun'altro si sarebbe presentato in aula, avrebbe ricusato i giudici, e cambiamo arbitri. Invece lui no, a lui i giudici fanno proprio schifo, solo l'odore da lontano gli procura fastidio.

Ad oggi non c'è nessuna verità giudiziaria. Chissà se ci sarà. Quello che di sicuro c'è già, è lo smacco (eufemismo), che l'immagine dell'Italia e di noi italiani ha avuto agli occhi del mondo. Di nuovo. Non voglio entrare nel merito del processo in se, tanto lo hanno fatto praticamente tutti in tutte le trasmissioni, basta avere un quoziente intellettivo superiore a Maurizio Belpietro per capire quale sia la verità su tutta la faccenda. Vorrei sottolineare solo una cosa: i pm hanno chiesto il rito immediato. Di solito questa procedimento si attua quando si viene colti in flagranza di reato o quando le prove raccolte sono talmente tante che sembra inutile dilungare il processo.

Chi ha orecchie per intendere...

A prescindere da come finirà questa storia, Berlusconi resta un uomo solo. La Chiesa, la base elettorale, la base politica, persino i suoi più fidati collaboratori (Fede ha praticamente tentato di estorcergli quattrocentomila euro!) lo stanno spremendo come un limone. Sia per soldi, sia per potere. Non ho citato Bossi e la Lega, perchè adesso si passerà all'analisi politica della faccenda.

Un evento significativo di questa settimana è stata la nascita ufficiale del "gruppo dei responsabili". Si tratta di quei deputati fuoriusciti dagli altri partiti ma che hanno votato per la fiducia a Berlusconi. Ne dovevano essere esattamente venti, il numero minimo per formare un gruppo. Invece no, uno di loro ha abbandonato. Ne sono diventati 19, numero insufficiente. E allora il colpo di genio: due parlamentari sono passati dal Pdl al neonato gruppo: si è raggiunta quota ventuno, ed il gruppo è nato. Dopo che i Tg di Berlusconi (non solo il Tg1, anche quelli di Mediaset) avevano annunciato in pompa magna la nascita di quel celeberrimo gruppo, "Il giornale", altra proprietà di Berlusconi, l'ha sparata grossa "Altri ventuno parlamentari dalle opposizioni a Berlusconi". Che grossa stupidaggine. Quelli che facevano parte del gruppo di responsabilità avevano già votato la fiducia a Berlusconi, altrimenti non avrebbe vinto nemmeno per tre voti. Quindi in pratica già facevano parte della maggioranza. Quel giochetto numerico è servito a gettare fango negli occhi. O almeno, queste erano le intenzioni. Perchè quel siparietto ha chiaramente dimostrato che Berlusconi non è riuscito ad allargare la maggioranza.

Se Berlusconi a molti elettori del Pdl non piace più, agli elettori della Lega non è mai piaciuto. Men che meno adesso, dopo l'ennesimo scandalo a sfondo sessuale. Bossi lo ha praticamente quasi scaricato "meglio che vada a riposare che ci pensiamo noi". I problemi che la Lega sta riscontrando nell'attuazione del federalismo, decideranno le sorti del governo. Finchè non verrà approvato, la Lega lo terrà in piedi. Il giorno dopo, però, succederà quello che è già successo nel 1994: Bossi farà lo sgambetto a Berlusconi e lui si ritroverà col culo per aria, con i giudici pronti a metterglielo in quel posto e Alfano impotente con i suoi ombrelli...

La mossa della Lega è semplice ed efficace: il federalismo è stato il loro cavallo di battaglia, quando lo raggiungeranno potranno dichiarare il raggiungimento dell'obiettivo. Poi, immediatamente, grazie anche al travaso di elettori dal Pdl alla Lega, farà faville in sede elettorale. Questa è quasi una certezza matematica.

Per Bossi e i suoi non si tratta che di mettere la parola fine alla questione federalismo (cosa peraltro non così semplice come sembra) per poi tornare alle urne. Ed incassare.

Il Terzo Polo è pronto ad approfittare della situazione. L'idea iniziale di Fini era buona "una destra alternativa a Berlusconi". Iniziativa lodevole, ma la partita l'ha persa a Montecitorio. Adesso Casini tiene le redini.

Si è scritto male del Pd. Beh, non si può fare altrimenti. In un momento di debolezza assoluta del Cav si sarebbe potuto approffittare subito per iniziare una nuova campagna elettorale. Decidere un leader (Vendola? Bersani? Mister X?), stilare un programma e pubblicizzarlo in tv. E invece no. Il male atavico del partito, la presenza di tanti galli in un solo pollaio, ma con poco mangime, è raffiorato. Bersani l'ha sparata grossa "raccoglieremo 10 milioni di firme per mandare a casa Berlusconi". E poi? Mica ha detto cosa vorrebbe fare. "Il Pd deve essere il centro della coalizione che si oppone al Pdl." Lodevole. Ma quale coalizione? Di Pietro aspetta sempre una risposta, Vendola è pronto da mesi: quando si fanno le primarie e si decide il cavallo su cui puntare?

Perchè il problema, nel Pd, in fondo è questo: Bersani, Veltroni, Franceschini, Bindi, Finocchiaro, Fioroni. Ognuno ha le sue opinioni (vedi Mirafiori), ognuno ha i suoi interessi e i suoi obiettivi. E tutti vorrebbero essere leader. Prima ancora di voler governare questo Paese. Ritrovarsi al Lingotto non basta, ma almeno è un passo avanti. Perchè, sia chiaro, adesso nessuno ci sta governando. Il prossimo giro però, toccherà a loro.

domenica 16 gennaio 2011

Numero 8

Buonasera cari ragazzi, dopo una lunga sosta, è stato inviato l'8° numero de "Il pensiero scomodo". Ecco la scaletta:

adesso si vede la luce, un pezzo sulla soluzione della controversia riguardo il legittimo impedimento;

verso le elezioni, un pezzo che sintetizza le posizioni di tutti i partiti politici alla luce delle prossime elezioni (ormai quasi invevitabili);

un referendum o un ricatto?, dove viene trattata in maniera completa la vicenda Fiat-Mirafiori;

la terza parte della rubrica, Italia: l'origine dell'anomalia;

i duri hanno due cuori, la prima parte di un romanzo a puntate, ispirato all'omonima canzone di Luciano Ligabue.

Ribadendo il nostro invito a farla girare, ci teniamo al fatto che voi prestiate particolare attenzione alle ultime pagine del numero in questione. Inoltre, tornando al romanzo, si attendono suggerimenti per eventuali migliorie, dato che si tratta ancora di una versione iniziale.

Buonasera...