Il governo è sull’orlo di una crisi di nervi.
Sembra quasi che la convention di Fli abbia impresso quella piccolissima forza capace di far spostare il governo da una situazione di equilibrio instabile. In sole due settimane, scandali e crisi di nervi, sono stati praticamente all’ordine del giorno, sintomo di malessere nell’attuale governo in generale, ma anche nel Pdl in particolare. Il tutto, mentre Berlusconi manifesta una sicurezza eccezionale in vista della questione di fiducia.
Analizziamo, caso per caso, i fili scoperti di questa settimana:
Sandro Bondi, Ministro per i beni e le Attività culturali.
Il crollo della domus di Pompei ha aperto il vaso di pandora degli sprechi e delle inefficienze di tutto il sistema di gestione della cultura e delle risorse storiche del Paese. Nonostante le pressioni di tutte le forze politiche di opposizione, il ministro ha deciso fermamente di non dimettersi, tanto da scatenare la richiesta di una mozione di fiducia “singola” (in pratica, oltre alle mozione di fiducia e sfiducia per il governo in toto, è prevista una mozione di sfiducia riguardante unicamente Bondi).
Non pago dell’inopinata gestione delle vicende riguardo il mondo delle arti e della cultura (è notizia di martedì lo sciopero indetto per protestare contro i tagli alla cultura), per Bondi si è profilata, da questa settimana, anche l’accusa di nepotismo. Infatti, grazie ad alcune indiscrezioni del Fatto Quotidiano, poi riprese dal Corriere della Sera ed anche da Libero, è stato appurato che Sandro Bondi ha garantito soldi e lavoro a Fabrizio Indaco e Roberto Indaco, grazie ai fondi Fus. Niente di strano, se non fosse che sono, rispettivamente, il figlio ed il nuovo marito della sua ex moglie. Per non parlare della vicenda riguardo la bulgara Micelle Bonev: il Fatto quotidiano accusa il ministro di aver preparato una sorta di “falsa premiazione”, approfittando della Mostra del cinema di Venezia e facendole credere di aver vinto un premio inesistente. Chissà per quale motivo…
Roberto Maroni, Ministro dell’Interno.
Roberto Saviano aveva affermato che “la mafia al nord interloquisce con la lega” ed il ministro non ha perso occasione per esigere un contraddittorio. Dopo aver partecipato a tutte le trasmissioni possibili (partendo da Matrix e finendo con In mezz’ora), il ministro ha ottenuto anche la possibilità di esporre il proprio pensiero a Vieni via con me. Come da copione, Maroni non ha fatto che elogiare l’operato del proprio governo e ribadito il gran numero di arresti effettuati. Tuttavia, dato che nessuno lo ha mai fatto in Tv, tranne forse De Magistris dell’Idv, in una puntata di Annozero, occorrerebbe fare alcune, doverose, precisazioni:
• Gli arresti li effettuano la polizia, i carabinieri, la guardia di finanza, ma NON il governo;
• Le condanne le fanno i magistrati, quando e SE concesso loro di processare degli imputati, NON il governo;
• Interloquire significa: “Intervenire in un discorso; intromettersi in una discussione.”; ora, alla luce dello scioglimento del comune di Desio (Lombardia, non Calabria), in seguito all’inchiesta sulle cosche mafiose, e al fatto che a dimettersi, oltre a 11 consiglieri del centro-sinistra, 6 esponenti della Lega, diviene assolutamente LECITA l’affermazione di Roberto Saviano;
• La condanna in appello a Marcello Dell’Utri a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ha tra le motivazioni il fatto che Dell’Utri fungesse da mediatore tra Berlusconi e la mafia; è vero, Maroni difendeva la Lega, è vero, la condanna non è definitiva, ma Maroni è pur sempre un ministro del governo Berlusconi e l’indignazione per accuse di INTERLOCUZIONE con la mafia sembrano quantomeno fuori luogo;
• Le forze di polizia e i carabinieri da anni lamentano tagli alle risorse e alle assunzioni per il turn over: in che modo il governo avrebbe aiutato le forze dell’ordine a fare il proprio dovere, con l’appoggio morale?;
• Lo scudo fiscale è stata una legge che ha consentito di far rientrare capitali dall’estero, sebbene frutto di attività illecite, pagando solamente il 5% a titolo di imposte, interessi e sanzioni. Inoltre, per chi si fosse avvalso dello scudo fiscale, ci sarebbe stata garanzia di anonimato e, tra i tanti punti oscuri, l'estensione dell'estinzione dei profili penali dell'evasione. I difensori dell’attuale governo si sono giustificati affermando che questa legge è presente in tutti gli Stati democratici e che sarebbe servita a far aumentare le risorse per lo Stato. Tutto vero, se non fosse per il fatto che in qualsiasi altro Stato le tasse sui capitali equivalgono almeno al 10% della somma fatta rientrare in patria e che, nei Paese veramente democratici, l’anonimato non è stato mantenuto. Perchè mai tutte queste premesse? E’ semplice: le associazioni criminali, ed in particolar modo quelle MAFIOSE, hanno ottenuto immensi benefici da questa legge, in termini di riciclaggio di denaro sporco.
• I fantomatici propositi del premier di far approvare il processo breve, il ddl intercettazioni e la riforma della giustizia in generale, oltre i continui insulti che i giudici devono sorbirsi, in che modo aiuterebbero la lotta alla mafia? Ah, ce ne sarebbero di cose da chiedere al ministro Maroni, chissà se ci offrirà un contraddittorio…
Mara Carfagna, Ministro delle Pari opportunità.
Dopo aver minimizzato sulle parole del premier a proposito dei gay (da buon ministro delle Pari opportunità…), s’è resa protagonista di una querelle con Alessandra Mussolini (già, un Mussolini è ancora presente in Parlamento…). La Mussolini, dopo aver fotografato il ministro mentre discuteva con Italo Bocchino, membro di Fli, l’aveva accusata di fare il doppio gioco. Il ministro aveva annunciato le proprie dimissioni, in segno di protesta riguardo al potere che Nicola Cosentino, altro indagato per mafia, ha in Campania, dimostrazione del fatto che nel Pdl non esiste democrazia interna.
Dal di fuori, si sarebbe potuto pensare che, contrariamente a quanto potrebbe lasciar immaginare la bellezza statuaria del ministro, ex soubrette, la Carfagna avesse un gran bel fegato per sfidare un pezzo grosso come Cosentino. Tuttavia, a scanso di equivoci, un colloquio con Berlusconi ha messo a posto le cose, mettendo a bada la Carfagna. A Napoli si suole dire “Pur’ e pullic tenn a tosse”, (“Anche i pulcini hanno la tosse”).
Maria Stella Gelmini, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca.
Il caso Gelmini è stato il più emblematico, riguardo l’apprezzamento da parte del popolo sull’operato del governo. Da tempo si parla della famosa “Riforma universitaria”, capace di tagliare gli sprechi e garantire l’equità e la giustizia, premiando le competenze e le conoscenze. Almeno, secondo le intenzioni.
L’ondata di protesta che è partita mercoledì in quasi tutte le città italiane, ed in particolar modo alle porte del parlamento, è segno che questo ddl Gelmini proprio non va giù a studenti, ricercatori, docenti e rettori. Ma, perché?
Innanzitutto, anziché tagliare gli sprechi, si sta pensando di tagliare i fondi, cosa già avvenuta quest’anno. Poi, ci sono delle perplessità riguardo il fatto che questa riforma dovrebbe partire (martedì si deciderà…) senza finanziamento. Cioè, senza spendere un euro. In pratica, il riassetto delle università dovrebbe iniziare senza nessun investimento. Peggiore ancora è la situazione dei ricercatori: a chi è già al lavoro da anni non è garantita assunzione a tempo determinato, anzi, si sta prospettando un futuro ancora meno roseo per chi aspira a fare carriera accademica. Onda anomala, associazione studentesca nata come segno di protesta alla riforma Gelmini, ha messo in evidenza la scomparsa di numerosi posti di lavoro, l'abbassamento di qualità delle istituzioni della formazione, un aumento delle tasse universitarie. Per non parlare della cronica mancanza di fondi per le borse di studio e l’assenza di leggi contro il nepotismo attuato dai luminari di ogni facoltà. Un autentico disastro, mentre il ministro non fa che minimizzare, glissare e proseguire dritto per la sua strada. Nonostante le proteste di questi giorni.
Franco Frattini, Ministro degli esteri.
Con estrema sincerità ammetto che non avevo previsto di inserire il Ministro degli esteri Frattini nell’elenco dei problemi principali del governo, ma, le parole di venerdì sera, non mi hanno lasciato altra scelta. La sua affermazione è questa: c’è un disegno volto a "a colpire l'immagine dell'Italia sulla scena internazionale". Gli indizi? L’emergenza rifiuti, il crollo della domus a Pompei, l’inchiesta che coinvolge Enac e Finmeccanica, le imbarazzanti rivelazioni di Wikileaks a proposito dei rapporti Usa-Italia. Con un ulteriore atto di sincerità, ammetto che ero in palestra mentre la radio trasmetteva questa dichiarazione. Non avrei potuto reagire in altro modo che ridendo. La sola possibilità che esista un’organizzazione segreta che tenti di offuscare l’immagine dell’Italia a livello internazionale è perlomeno cervellotica. Ma stiamo scherzando? Il fatto che a dire qualcosa del genere sia il Ministro degli esteri italiano renderebbe la cosa ancora più divertente, se non fossimo italiani. Provate ad immaginare un po’ il Dottor Male (quello di Austin Powers) che trama contro l’Italia. O la Compagnia, di Prison Break.
Pensate un po’ al generale, con la sua voce tremante, che si chiede: “Adesso dobbiamo distruggere l’immagine dell’Italia a livello internazionale…Come fare?”. Qualche funzionario gli potrebbe rispondere: “Facciamo in questo modo: torniamo indietro nel tempo, circa vent’anni, mettiamo in piedi un sistema che permette guadagni enormi a imprese, politici e mafiosi grazie alla gestione criminale dei rifiuti. Poi facciamo in modo che le risorse economiche di Pompei non siano utilizzate per la manutenzione. Inventiamo delle cazzate sui rapporti Usa-Italia e fabbrichiamo un file fasullo. Bene. Dopo aver fatto questo, torniamo al presente e: orchestriamo i media perché parlino a più non posso dell’emergenza rifiuti, nascondendo la soluzione che il governo italiano ha trovato, ma che nessuno conosce; facciamo piovere per qualche settimana in Campania, cosicché l’incuria, assolutamente non imputabile al Ministro Bondi, faccia il suo corso, facendola crollare; poi mandiamo il file fasullo a Wikileaks, che tanto non ha niente di meglio da pubblicare; e, per essere sicuri che il piano funzioni, denunciamo l’Enav e la Finmeccanica senza motivo, tanto un branco di giudici comunisti e sovversivi non aspettano altro per attaccare il Cavaliere.” Fa venire i brividi. Non si può che associare una affermazione di Vendola a questa notizia: "C'è una strategia contro l'Italia e l'autore è Berlusconi"
Tutto questo, proprio mentre Berlusconi continua a ribadire il fatto che non esiste alternativa al proprio governo, che eventuali elezioni lo vedrebbero trionfare e che chi non voterà la mozione di fiducia sarà considerato traditore a vita. Assomiglia sempre di più ad un albero di Natale…
Il Pensiero Scomodo
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