venerdì 11 marzo 2011

Il grande bluff

Questa che si sta per chiudere è stata un'altra settimana incentrata sulla crisi libica e la presunta riforma della giustizia.
Per quanto riguarda il primo punto, s'è già scritto abbastanza. La situazione è in una fase di stallo, nessun paese ha preso le redini del gioco. Pur di non sbagliare, ognuno (e per ognuno intendo Usa, Ue e via discorrendo) sembra voler temporeggiare, prendere tempo in attesa di qualcosa. Che poi questo qualcosa probabilmente è una risoluzione interna della guerra civile in atto, questo è un altro discorso. Ma il fragile equilibrio internazionale non permette nessun intervento concreto.
I ribelli, fermi sulle loro conquiste, avevano proposto a Gheddafi di dimettersi entro 3 giorni. In cambio, gli avevano promesso l'impunità per i crimini commessi. L'appello sembra essere caduto nel vuoto.
S'è pensato molto ai motivi per cui è avvenuto tutto questo, all'analisi dei fatti accaduti. Poco s'è detto degli scenari futuri. A questo punto, o Gheddafi placa i rivoltosi, o i rivoltosi sopprimono (in tutti i sensi) Gheddafi. C'è poco da fare. Mettiamo da parte la prima ipotesi. Se Gheddafi salta, cosa avverrà alla Libia?
Probabilmente si potrà tenere qualcosa che assomigli, almeno un pò, a libere elezioni. Seppur la democrazia necessiti di decenni per instaurarsi in uno stato, soprattutto dopo secoli di tirannia, libere elezioni dovrebbero essere il punto di partenza. Ed è qui che si prospetta il peggiore incubo possibile: un governo integralista islamico. Di tutte le vecchie forze politiche di opposizione, solamente i Fratelli musulmani godono di una buona reputazione agli occhi dei libici. Da anni si sono adoperati per garantire livelli minimi di assistenza ai bisognosi, sia riguardo il cibo, sia riguardo le cure mediche. Le elezioni potrebbero essere un buon momento per chiedere il conto del loro sforzo capillare nell'aiutare la gente in difficoltà. Con conseguenze che sono potenzialmente drammatiche. Ma che potrebbero rivelarsi migliori di quanto non si possa prevedere. Perchè, finora, nessuna bandiera occidentale è stata bruciata. Nessuno ha parlato di jihad nei confronti dell'occidente. Nessuno sembra avere un'ideologia, politica o religiosa che si voglia, che lo spinga a combattere per liberarsi del dittatore. Il comune denominatore di tutti i protagonisti della rivolta è la libertà.
L'occidente saprà accettare quello che verrà fuori da tutti questi tumulti? E che conseguenze avranno questi scontri nei rapporti commerciali? Solo il tempo potrà dirlo.
Riguardo la politica interna, la riforma della giustizia sembra essere pronta. Il ministro della giustizia, Alfano, ne ha già illustrato i contenuti al presidente Napolitano. Berlusconi dapprima l'ha definita "epocale", poi ha anche affermato che "con questa riforma non ci sarebbe stata Tangentopoli". Sebbene proprio la settimana scorsa ho scritto di quanto le parole del premier siano da considerare dello stesso livello qualitativo del prodotto di scarto della sua digestione, quest'ultima considerazione mi ha provocato un brivido lungo la schiena. "Non ci sarebbe mai stata Tangentopoli." La prima reazione è stata: "Wow!". Sono state le sue televisioni, come ampiamente descritto nell'apposito numero de "L'origine dell'anomalia", ad alimentare il senso di disgusto del popolo verso una classe politica corrotta e responsabile di un danno economico allo Stato di enormi quantità di denaro. E' stato il suo partito, Forza Italia, ad approfittare del vuoto di potere per vincere le elezioni (consentendo poi, in seguito, a Fedele Confalonieri, di poter dire "se non fossimo entrati in politica non l'avremmo mai spuntata nel processo Mondadori"). E adesso arriva perfino a sottintendere che sarebbe stato meglio che Tangentopoli non fosse mai stata scoperta?
Cioè, qualcuno di voi penserà, "ma ti sei indignato solo perchè Berlusconi contraddice in maniera evidente la realtà e non per il fatto che ha praticamente affermato che sarebbe stato meglio che i pm non avessero mai scoperto quello scempio che si stava facendo della cosa pubblica?". Ma certo. I comportamente del premier sono talmente evidenti, talmente palesi nel non rispettare la legge e la giustizia, che una frase del genere riguardo Tangentopoli è del tutto comprensibile. Basti ricordare il modo in cui difende l'amico (o persona che lo tiene in pugno...?) Dell'Utri (condannato per concorso esterno in associazione mafiosa in secondo grado) o di come aveva definito Mangano (spiegheremo meglio chi è nel prossimo numero de "L'origine dell'anomalia"), altro condannato per omicidio e mafia, un eroe. Oltre alla schiera di condannati a vario titolo che si porta in parlamento, da Previti a Brancher.
Riguardo al succo della riforma, credo sia solo una scopiazzatura veramente malriuscita del Piano di rinascita democratica (vi rimando ancora ai primi numeri de "L'origine dell'anomalia"). Il problema di fondo è uno: la legislatura, seppure dovesse durare i canonici 5 anni, è a 2 dal termine. La riforma in questione, necessita di doppie votazioni in Camera e Senato, intervallate da almeno 6 mesi e al netto di eventuali (quasi sicuri) emendamenti. Tutto questo perchè è una riforma Costituzionale. Non ci sono i tempi tecnici perchè possa essere approvata entro questa legislatura. E' solamente un gigantesco bluff. Ad ogni modo, eccone i punti sintetizzati dal sito di Repubblica, giusto per far capire quanto, nelle intenzioni di chi ha scritto questa bozza per Angelino Alfano (difficile sia stato lui in persona, basta guardarlo bene negli occhi per qualche secondo...):

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE. I magistrati si "distinguono in giudici e pubblici ministeri" e la legge "assicura la separazione delle carriere".L'ufficio del pm "è organizzato secondo le norme dell'ordinamento giudiziario che ne assicurano l'autonomia e l'indipendenza".

DOPPIO CSM: il Consiglio Superiore della Magistratura giudicante "è presieduto dal Presidente della Repubblica", ne fa parte di diritto il primo presidente della Corte di Cassazione e gli altri componenti sono eletti per metà da tutti i giudici ordinari tra gli appartenenti alla medesima categoria previo sorteggio degli eleggibili e per metà dal Parlamento in seduta comune fra professori ordinari di università in materia giuridiche e avvocati dopo 15 anni di esercizio. I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono rieleggibili.

Per quanto riguarda la magistratura requirente si prevede che anche questo Consiglio sia presieduto dal Presidente della Repubblica. Ne fa parte di diritto il procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti sono eletti per metà da tutti i pubblici ministeri fra gli appartenenti alla medesima categoria previo sorteggio degli eleggibili e per metà dal parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo 15 anni di esercizio. Come per quanto avviene per la magistratura giudicante i membri elettivi durano in carica quattro anni e non sono rieleggibili.

I Consigli Superiori non possono adattare atti "di indirizzio politico nè esercitare funzioni diverse da quelle previste nella Costituzione".

AZIONE PENALE. Resta il principio dell'obbligatorietà ma si introducono criteri di legge: "L'ufficio del pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale secondo i criteri stabiliti dalla legge". Questo sarà il nuovo articolo 112 della Costituzione, come modificato dall'articolo 15 della riforma della giustizia approvata stamane.

DISCIPLINARE MAGISTRATI. Viene istituita la "Corte di disciplina", con una sezione per i giudici e una per i pm. I componenti di ciascuna sezione "sono eletti per metà dal Parlamento in seduta comune e per metà rispettivamente da tutti i giudici e i pm". I componenti eletti dal Parlamento "sono scelti - prevede la riforma - tra professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati dopo 15 anni di servizio", quelli eletti da giudici e pm "sono scelti, previo sorteggio degli eleggibili, tra gli appartenenti alle rispettive categorie".

INAPPELLABILITA' SENTENZE ASSOLUZIONE. No al ricorso in appello contro le sentenze di proscioglimento pronunciate in primo grado. "Contro le sentenze di condanna è sempre ammesso l'appello, salvo che la legge disponga diversamente in relazione alla natura del reato, delle pene e della decisione.
Le sentenze di proscioglimento sono appellabili solo nei casi previsti dalla legge".

RESPONSABILITA' CIVILE TOGHE: "I magistrati sono direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti al pari degli altri funzionari e dipendenti dello Stato". Inoltre, "la legge espressamente disciplina la responsabilità civile dei magistrati per i casi di ingiusta detenzione e di altra indebita limitazione della libertà personale", prevede ancora la riforma, e la "responsabilità civile dei magistrati si estende allo Stato".

RAPPORTO PM-POLIZIA GIUDIZIARIA: Nel testo si legge che "il giudice ed il pm dispongono della polizia giudiziaria secondo le modalità stabilite dalla legge".

COMPETENZE DEL GUARDASIGILLI: Al ministro della Giustizia spettano "la funzione ispettiva, l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia". Riferisce ogni anno alle Camere sullo stato della giustizia, sull'esercizio dell'azione penale e sull'uso dei mezzi di indagine".

NOMINA ELETTIVA TOGHE ONORARIE. "La nomina elettiva si estende ai magistrati onorari che svolgono funzioni di pm, mentre finora era riservata soltanto ai giudicanti.

INAMOVIBILITA' MAGISTRATI: "In caso di eccezionali esigenze, individuate dalla legge, attinenti all'organizzazione e al funzionamento dei servizi relativi alla giustizia, i Consigli superiori possono destinare i magistrati ad altre sedi".

Berlusconi non potrà servirsi di questa riforma per evitare i processi. Probabilmente la sta usando come "minaccia" o "vendetta", come affermato dall'Anm. Ad ogni modo, sembra un ulteriore colpo di coda di fine impero, perchè è chiaro che è alla frutta.
Sul fronte processuale, ulteriore chicca: proprio nei giorni in cui, tra le tante minchiate, Berlusconi aveva affermato che Ruby, a causa di un errore all'anagrafe, era stata segnalata qualche anno dopo la sua nascita, un paio di tizi avevano tentato di corrompere un'impiegata dell'anagrafe marocchina per modificare la sua data di nascita. Tentativo svelato dal Fatto quotidiano, prontamente smentito dai legali del premier. Questa notizia fa il paio con la proposta di legge di abbassare la maggiore età, per rendere l'idea di cosa sarebbe disposto a fare Berlusconi pur di salvarsi le chiappe. Flaccide.
Nella Camera dei deputati, intanto sembra che la maggioranza abbia quasi raggiunto quota 330. La campagna acquisti sembra essere stata molto proficua. Ma in tanti stanno per chiedere il conto: poltrone e stipendi da distribuire, con i responsabili da un lato, la Lega da un altro e la base del Pdl dall'altro ancora. Su questo fronte potrebbero esserci interessanti sviluppi. Nelle prossime settimane si capirà meglio perchè.
Le opposizioni sembrano stare a guardare. Non che ci sia tanto da discutere, magari solo la questione "testamento biologico" ha tenuto banco, oltre la questione giustizia. La situazione è facilmente descritta: Berlusconi, per ingraziarsi il Vaticano e fargli continuare ad avere occhi e bocca chiusa sulle sue vicende, vuole regalare alla Chiesa l'obbligo di nutrizione e idratazione anche per i malati terminali: per evitare altri casi Englaro. In barba alla libertà individuale.
L'unica nota di colore dal Pd è stata la consegna di parte dei 10 milioni di firme raccolte. Il sarcasmo della scorsa volta è stato sostituito dall'afflizione di questa settimana. Faccio difficoltà a capire se è più scaltro e disonesto lui o sono più compiacenti e insignificanti gli altri. Ma credo che, come sempre, il giusto sta nel mezzo.
Gustavo Marigliano

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